Comunicati dal Presidente Avv. Savatore Dimartino
 
11 agosto 2019 
 
 "L'affido condiviso non è realmente diverso da un ben strutturato affido monogenitoriale" (Trib. Napoli 16.01.2007).
Questa è la discrezionalità dei magistrati che si vorrebbe continuare a mantenere.
Una discrezionalità che offende la Costituzione che affida al Parlamento la funzione legislativa, ed assoggetta il giudice alla legge. E non il contrario, o a prescindere.
La discrezionalità presuppone sempre l'esistenza di limiti e di parametri precisi, altrimenti è arbitrio o anarchia perché espone i bambini alle ubbie del giudice o delle istituzioni poste a sua tutela.
L'interesse del minore è innanzitutto una questione di salute: un diritto che non cambia certo da ospedale ad ospedale o da medico a medico, ma segue precise regole scientifiche.
E, in questo caso, le regole scientifiche dicono coincidono con la Costituzione: la famiglia e le relazioni tra i suoi componenti devono essere mantenute integre fin dove è possibile.
Sarebbe bastato perciò applicare la Costituzione per evitare la distinzione immorale tra "genitore collocatario" e "genitore visitatore" che si vuole continuare a difendere e la vergogna di Sagliano Micca, di Massa Finalese o di Bibbiano.
E' ora di iniziare a dire #applicatelaCostituzione
 
 
 
 
5 agosto 2019
 
Cos'hanno in comune #Bibbiano ed il diritto dei bambini alla bigenitorialità?
L'atteggiamento antiscientifico e la presunta superiorità morale di certa sinistra.
Chi operava a #Bibbiano, per anni, ha affermato che dietro il rifiuto di un bambino
di incontrare un genitore ci fosse un abuso; un abuso tuttavia affermato al di fuori
di qualunque protocollo scientifico e regola di civiltà giuridica.
Un atteggiamento che autorizzava - chi ha solo seminato psicosi, infangato persone
e provocato morte e dolore - ad ergersi a paladino dei bambini e bollare dell'infame
marchio di negazionista chi chiedeva il semplice rispetto delle più elementari regole.
Allo stesso modo con il diritto all'integrità delle relazioni familiari: senza alcun
fondamentogiuridico o scientifico si è negato e si nega ai bambini il diritto di stare
con entrambi i genitoriin modo pieno ed effettivo autoproclamandosi tuttavia paladino
dei loro diritti. Ed è troppo facile, ora che il bubbone è scoppiato, rimandare tutto alla
responsabilità personale degli indagati: troppe volte è stato rifiutato il dialogo ed il
confronto pacato e sereno su un problema sociale così grave ed esteso.
 No cara @Laura Boldrini, Lei non difende i diritti dei bambini nè quelli delle donne: Lei difende
solo la sua carriera con cinica determinazione e culto della Sua personalità, senza alcuna competenza
giuridica o scientifica e con affermazioni risibili.
Nel suo ostinato rifiuto di ogni confronto c'è solo la negazione della dignità di chi la pensa
diversamente da Lei. Un atteggiamento da capo ultras che arringa la curva senza guardare
cosa succede in campo. Ma a sinistra qualcuno inizia a capire, e Lei resterà da sola ad urlare
dentro uno stadio vuoto.
 
 
 
 
5 agosto 2019 DICONO DI NOI :
 
 
 
 
3 agosto 2019
 
Le raccomandazioni al Parlamento del Garante Infanzia e Adolescenza (di cui chiediamo le dimissioni)
sono una sfida per tutti coloro che hanno finora difeso il sistema rifiutando ogni forma di confronto.
Confermano tutte le criticità che abbiamo sempre evidenziato e indicano le giuste soluzioni-
Molte di queste soluzioni non richiedono alcun intervento normativo, ma un'applicazione
costituzionalmente orientata della Costituzione da parte della magistratura che deve aprirsi
anch'essa al confronto anziché chiudersi a riccio difendendo i propri errori.
Il principio costituzionale del giusto processo implica garanzia di parità e contraddittorio
delle parti, imparzialità e terzietà del giudice e ragionevole durata del processo.
Il rafforzamento funzione di filtro del pubblico ministero per evitare che arrivino in tribunale
procedimenti che si rivelino poi ingiustificati, significa che affermazioni diffamatorie
(comunemente false accuse) non possono determinare la vittoria della lotteria di capodanno.
La garanzia del diritto di difesa delle parti e di accesso alla documentazione e di adeguata istruttoria
richiedono che, con le cautele che il caso richiede, che l'ascolto del minore venga documentato mediante
video registrazione. Il rafforzamento dell'obbligo di motivazione dimostra quanta mancanza di spirito critico e
quanta sciatteria abbia caratterizzato finora il lavoro della magistratura: è ora che il giudice torni a fare il peritus
peritorum assumendosi la resposabilità delle proprie decisioni evitando provvedimenti a stampone.
Rafforzare il ruolo dell'Autorità Garante e la sua funzione di coordinamento sul territorio significa che la tutela del
minore deve avvenire sulla base di evidenze scientifiche e non a caso secondo convenienze contingenti.
Basta un minimo di onestà intellettuale per ridare il sorriso ad un bambino.
 
 
 
 
 
 27 luglio 2019
 
L'avevamo intuito e l'abbiamo detto in modo chiaro.

Per mesi siamo stati accusati di voler togliere diritti alle donne
(come se gli uomini fossero solo orchi privi di sentimenti), e poi scopriamo
di avere ragione ed essere in sintonia con gli italiani molto più di Valeria Valente
o @Mara Carfagna: il diritto di famiglia va riformato epurandolo di ogni bizantinismo.

È il momento di superare meccanismi farraginosi che alimentano il conflitto fine a se
stesso e di introdurre il divorzio diretto.

Lo chiede il 70% degli italiani (55% uomini, 45%donne, 74% uniti in matrimonio o conviventi).

Segno che la realtà della famiglia di oggi è molto diversa da quella di 50 anni fa.
E questo tema unisce e non divide la società: chi impedisce o rifiuta il dialogo  non la rappresenta.
 
 
 
 
25 luglio 2019
 
Ieri il teatrino della politica romana ha dimostrato quanto sia lontana dal paese reale.
Mentre alcuni facevano solo propaganda ed altri stavano in piazza ad urlare, in 4 mesi
abbiamo raccolto l'l'opinione di 2349 italiani (55% uomini e 45% donne, 23% divorziati
o separati e 77% uniti da vincolo giuridico o di fatto, su 25 province in tutta italia e
divisi per fasce d'età). Il risultato non ha bisogno di spiegazioni: tutti pensano che i
genitori dopo separazione o divorzio i genitori restino tali ed abbiano gli stessi diritti e
gli stessi doveri verso i figli. Tutti.
Ad eccezione ovviamente della propaganda leghista, del vuoto pneumatico pentastellato
e dell'ottusità piddina.
Di fronte a tutto ciò nessuno può restare inerte.
 
 
Il nostro sondaggio è stata un'esperienza unica ed esaltante: 4 mesi di volontario gratuito
ascolto degli italiani nei giorniin cui altri organizzavano contestazioni a pagamento.
25 province, 2349 questionari somministrati a uomini (55%) e donne (45%), l'83%
dei quali diplomati o laureati e solo il 23% separati o divorziati ed una sola unica idea:
il mantenimento diretto è l'unico vero modo in cui crescere un figlio in caso di separazione.
Perché solo tenendo per mano un figlio giorno per giorno e condividendo desideri, emozioni,
sacrifici lo si aiuta a crescere ed affrontare la vita. Una scelta che va oltre qualunque orientamento
politico e che dovrebbe far riflettere chi cerca di dividere e chi nega l'evidente.
 
La continuità è il cuore di ogni relazione umana.
Un'osservazione semplice, volendo anche banale.
Un dato che non richiede particolari competenze scientifiche per essere compreso.
Eppure una banda di ciarlatani e masnadieri ha monopolizzato l'opinione pubblica
con arzigogolazioni retoriche prive di qualunque fondamento.
S'è arrivati pure alla manipolazione della letteratura scientifica, salvo essere costretti
a clamorose retromarce difronte alla minaccia di querela.
Una letteratura scientifica che parla chiaro ed in modo unanine: l'interesse del bambino
e dato dalla quotidiana e libera frequentazione di entrambi i genitori.
Così come pensano gli italiani, ma non la politica che si divide anche
su temi di così fondamentale importanza per ogni società.