Il Movimento, il cui Manifesto Programmatico è Carta 54, è stato fondato nell’estate del 2015 ed è espressione della volontà da parte di circa 18000 padri separati o in corso di separazione, ma spesso anche di nuove compagne, nonni, parenti, o semplicemente “amanti del giusto e del vero”, di documentare e testimoniare, attraverso la raccolta di storie di vita, notizie, interventi, immagini e racconti, il sostanziale fallimento della giustizia separativa in Italia, che manca il suo principale obiettivo dichiarato: tutelare la salute e gli interessi dei figli minorenni delle coppie separate.

Questo accade perché le attuali sentenze, ignorando le indicazioni che dalla ricerca medico e scientifica, continuano ad applicare per i padri, in modo prevalente, il “modello del visitatore”: un padre su 3, dopo la separazione, perde completamente il contatto relazionale con i propri figli.

Accade così che migliaia di bambini vivono, in Italia, da orfani di padre vivo, con grave pregiudizio, come ha mostrato la ricerca scientifica, per la loro salute e per il loro equilibrio psicofisico.

La magistratura italiana si rifiuta di recepire le indicazioni del Consiglio d’Europa e della Comunità scientifica internazionale, che invitano gli Stati ad applicare l’affido MATERIALMENTE condiviso e non solo LEGALMENTE condiviso, prevedendo tempi uguali di frequentazione dei figli con i loro genitori e l’impegno quotidiano di ciascuno dei due attraverso la predisposizione di “piani genitoriali” che prevedano un accudimento diretto del papà e della mamma, anche da separati.

A favore dell’affido MATERIALMENTE condiviso e di un modello “a 2 case”, si è espresso anche l’Ordine nazionale degli psicologi che ha dichiarato come la salute dei bambini di coppie separate si garantisce con la frequenza assidua e quotidiana delle due case, quella di mamma e quella di papà, in modo che i figli si sentano a casa loro nell’una e nell’altra.

Gli uomini separati invece vengono progressivamente marginalizzati non solo a causa di sentenze poco equilibrate e in gran parte contrarie agli interessi dei minori, ma anche, spessissimo, purtroppo, dal mobbing giudiziario agito dalle ex mogli, con larghissimo uso di false accuse di violenza in famiglia, accuse che quasi sempre si rivelano per quelle che sono (infondate) troppo tardi, quando il rapporto tra padre e figli è ormai compromesso da anni di mancata frequentazione.

Queste accuse vengono mosse troppo spesso, purtroppo, con la complicità di avvocati compiacenti con lo scopo di allontanare il padre dai figli. Il fenomeno delle false accuse è purtroppo in rapido aumento.

Al mobbing giudiziario che spesso assume la forma di una vera e propria persecuzione, si aggiunge per molti l’impoverimento economico, le difficoltà psicologiche di ristrutturare la propria esistenza e la paura di non riuscire a essere più padre.

       

       

     

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